venerdì 11 giugno 2010

Enrico, se tu ci fossi ancora...

Dopo 26 anni rimani sempre "il più amato"...
Caro Enrico, se ci fossi ora vedresti un'Italia drammaticamente peggiorata rispetto a quella che hai lasciato tu.
Certo la tua epoca non era affatto semplice: eravate appena usciti, con estrema difficoltà, dal terrorismo delle Brigate Rosse e degli altri gruppi di lotta politica. Le relazioni diplomatiche internazionali mondiali erano pesantemente segnate dal persistere della "guerra fredda". Nonostante ciò, la tua epoca aveva una qualità che ora non esiste più: la speranza di stare meglio.
Era un auspicio generalizzato: nell'economia, nella società finanche nella Chiesa. Ora si respira aria di "macerie morali": non esiste più il senso del limite etico e quello che è ancor più grave che questa mancanza è estremamente palpabile proprio nelle istituzioni pubbliche che, come tu ci insegnavi, dovrebbero essere degli esempi per tutti i cittadini. 
Parafrasando Venditti: Enrico, se tu ci fossi ancora, non ci basterebbe più solo un sorriso ma avremmo bisogno di tutte le tue lezioni politiche e morali. Forse non era neanche casuale il tuo antagonismo con Napolitano all'interno del PCI, soprattutto alla luce degli atteggiamenti "pilateschi" che il nostro Presidente della Repubblica sta tenendo negli ultimi anni... 
Sono realmente rammaricato di non aver avuto il privilegio di crescere in un'epoca in cui il confronto politico vedesse protagonisti come te.
Spero in un futuro migliore, ricordando con affetto il passato e disprezzando ardentemente il presente.

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