
E' di qualche giorno fa la pronuncia della Consulta che <<>> il cd. lodo Alfano, la legge che avrebbe sospeso i processi a carico di 5 tipologie di imputati: il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei deputati e il Presidente della Corte Costituzionale.
Di proposito ho atteso qualche giorno prima di esprimere alcune considerazioni in merito.
Inizialmente, avrei voluto dibattere della pronuncia dal punto di vista tecnico-giuridico; tuttavia, notando alcuni comportamenti avulsi dal buon senso e dalla democrazia mi sento in dovere di porre l'attenzione su altri aspetti.
Il primo: è palesemente una legge " ad personam ". Se non fosse tale, come si spiegherebbero le reazioni scomposte di Silvio B. e dei suoi più fedeli collaboratori?
Secondo punto: c'è una parte dell'Italia ( e degli Italiani ) che della Costituzione non ha il benché minimo rispetto. Uno dei punti fondamentali del recente pronunciamento della Consulta si basa proprio sulla necessità di adottare questo provvedimento ( che il giudice delle leggi considera essere un'immunità temporanea e funzionale e non una delle cause di sospensione del processo, rigidamente previste dal codice di procedura penale ) sotto forma di legge di revisione costituzionale e non , come invece è stato fatto, con una legge ordinaria. Evidentemente l'attuale maggioranza di governo sa benissimo che con la veste giuridica di riforma costituzionale ( suscettibile, se non approvata per due volte con la maggioranza dei due terzi del Parlamento, di referendum confermativo ), l'approvazione del provvedimento in esame sarebbe stato pressoché impossibile, visto che la maggior parte dell'opinione pubblica mal sopporta le prerogative esistenti a vantaggio dei parlamentari, figuriamoci delle altre in aggiunta.
Terzo punto: nel nostro Paese, pur di affermare la propria posizione politica si ricorre troppo spesso a qualsiasi invettiva, anche la più meschina. E la cosa sconvolgente che i sostenitori della parte politica che attacca non riescono ad avere un atteggiamento di minima obiettività rispetto alla vicenda in esame. Il mio riferimento è esplicitamente rivolto alla vergognosa, squallida e puerile " battuta " fatta da un nervosissimo Silvio B. a <<>>, davanti ad un servile Bruno Vespa, nei confronti di Rosi Bindi. Al di là della meschinità insita nella frase stessa ( " Ho sempre pensato che lei è più bella che intelligente " ), ciò che realmente mi ha colpito è che il nostro Presidente del Consiglio ha un morboso chiodo fisso: la donna, come oggetto di sollazzo sessuale, ovviamente.
Quarto e ultimo punto: mentre in Italia stiamo assistendo ad un declino economico, conseguenza del declino culturale, portato da 9 anni di governo della destra negli ultimi 15, i massimi rappresentanti politici pensano alle immunità o a denigrare questa o quella istituzione??? Tutto ciò è inaudito e ci fa capire che i nostri governanti sono ormai lontani anni luce dai reali problemi degli Italiani. Ma cosa se ne può importare un padre di famiglia in cassa integrazione con moglie e figli a carico che non riesce a pagare le varie spese mensili del lodo Alfano o delle abitudini sessuali del premier??? Se quest'ultimo non è più in grado di provvedere alle esigenze del Paese ( anche se per me non lo ha mai fatto...), perché distratto da altre vicende " personali " che si faccia da parte!
Certamente questo status quo non è né positivo né ancora sostenibile per il futuro di quello che fino a non molti anni fa era uno Stato democratico, economicamente sviluppato e con buone risorse culturali e scientifiche.
Povera Italia che poco per volta affonda insieme a Silvio B.
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